Cos’è l’INP di Google e perché è importante
L’Interaction to Next Paint (INP) misura la reattività complessiva di una pagina alle interazioni dell’utente.
A differenza del FID (che valutava solo il primo input), l’INP Google considera un insieme di interazioni rappresentative e osserva quanto rapidamente la pagina fornisce un aggiornamento visivo dopo l’azione dell’utente.
Riferimenti utili:
Guida ufficiale INP Google (web.dev),
Core Web Vitals (web.dev).
- Molto bene ≤ 200 ms
- Ha bisogno di qualche modifica 200–500 ms
- Male > 500 ms

Google INP e accessibilità: il legame
La reattività è parte dell’accessibilità: interfacce lente o bloccate penalizzano utenti con dispositivi poco performanti, connessioni deboli o tecnologie assistive. Micro-interazioni troppo pesanti (menu complessi, slider, overlay) possono diventare barriere se non progettate con cura.
- Adotta
prefers-reduced-motione fornisci alternative non animate per micro-interazioni. - Riduci operazioni costose sul main thread che ritardano feedback visivi e focus.
- Mantieni chiari stato, focus e annunci ARIA nei componenti interattivi.
Approfondimenti:
MDN: prefers-reduced-motion,
Ottimizzare long tasks (web.dev).
INP e SEO: perché Google lo considera
Dal 2024 l’INP è un Core Web Vital ufficiale: contribuisce ai segnali di esperienza di pagina insieme a LCP e CLS.
Un core web vital INP “buono” non è solo un numero tecnico: migliora la percezione di qualità, riduce abbandoni e sostiene le conversioni.
Risorse utili:
Google Search Console (rapporti CWV),
PageSpeed Insights.


Esempi pratici e proof-point
Esempio tipico su progetti WordPress custom: riduzione del JavaScript non essenziale, code-splitting dei componenti, rinvio degli script non critici e revisione delle micro-interazioni. Risultati possibili:
- INP medio: 380 → 160 ms su mobile dopo ottimizzazione.
- +22% compilazioni form grazie a UI più reattiva e chiara.
- +18% tempo medio sulla pagina per task informativi.
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Best practice per migliorare l’INP di Google
- Immagini: salvale in formati Webp o Avif, e non dimenticare di ridimensionarle in base a dove le impagini.
- Snellire JavaScript: rimuovi dipendenze inutili, adotta code-splitting e lazy import.
- Ridurre i long task: spezza le operazioni >50 ms, usa Web Workers dove possibile.
- Prioritizzare l’input: evita layout thrashing e operazioni sincrone dopo eventi di input.
-
Micro-interazioni accessibili: fallback per
prefers-reduced-motion, focus visibile, annunci ARIA. - Caricamento progressivo: lazy-load di media e componenti non critici, differisci script non essenziali.
- Misurazione continua: PageSpeed Insights, Lighthouse, Search Console (CWV), RUM dove disponibile.
Fonti tecniche:
Corso INP (web.dev),
Lighthouse: INP.
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Alessio Guazzo
Digital Art Director
@Onion Parma
ciao@oniondigital.it
Mi chiamo Alessio Guazzo e mi occupo della progettazione e realizzazione di siti web e di SEO. Designer di interfacce e sviluppatore web con la passione per il marketing e la SEO. Il mio focus è unire la funzionalità user-centered con l’estetica, dedicando tempo e studiano ogni giorno.
Assieme a Diletta ho fondato Onion a settembre 2024, ma la nostra esperienza è ventennale.
Motociclista racing n.57, andavo in skate negli anni ’90 e leggevo Dylan Dog. Appassionato di Ritorno al Futuro e musica rock’n’roll: polistrumentista, suonavo una una rock band!
Collezionista di Lego (e altro) Bat Man.


